lunedì 5 settembre 2011

Cosa serve

Mi sono chiesto cosa serva all’Italia per uscire dalla cac... ehm, dalla crisi.
E allora – dopo aver mangiato pane e volpe – mi sono informato, ho studiato, ho fatto ricerche sui quotidiani e i settimanali italiani usciti nell’ultimo mese e mezzo, perché la stampa nostrana è sempre pronta ad analisi approfondite che ci chiariscano le idee. Perché io mica mi fermo al "che fare?" di leniniana memoria, io voglio sapere cosa serve.
Ecco cosa ci suggeriscono gli Esperti, quelli con la E maiuscola:

Serve prudenza (Nicola Latorre, Il Messaggero, 13 luglio).
Serve una moneta mondiale chiamata Global (Lanfranco Caminiti, Gli Altri, 15 luglio).
Serve un soprassalto di coscienza civica (Angelo Scola, Il Corriere della Sera, 18 luglio).
Serve più coraggio (Il Sole 24 Ore, 20 luglio).
Serve una leadership nata dal consenso (Giuliano Ferrara, Panorama, 21 luglio).
Serve il voto (Antonio Di Pietro, Roma, 24 luglio).
Serve un’intesa nello spirito del ‘92 (Carlo Azeglio Ciampi, Il Sole 24 Ore, 29 luglio).
Serve benzina per rilanciare l’export (Giustina Destro, Avanti!, 29 luglio).
Serve un piano energetico (Susanna Camusso, Il Sole 24 Ore, 30 luglio).
Serve una personalità forte (Francesco Rutelli, La Nazione, 31 luglio).
Serve un’alleanza larga (Dario Franceschini, l’Unità, 1 agosto).
Serve coraggio nei bilanci (Michael Boskin, Il Sole 24 Ore, 3 agosto).
Serve altro (Fabrizio Dell’Orefice, Il Tempo, 3 agosto).
Serve un nuovo governo (Pierluigi Bersani, l’Unità, 4 agosto).
Serve esecutivo alla Ciampi (Pierluigi Bersani, Il Fatto Quotidiano, 7 agosto).
Serve fare sistema (Luigi Fusco Girard, Italia Oggi, 8 agosto).
Serve pensare ai giovani (Laura Pennacchi, l’Unità, 10 agosto).
Serve manovra correttiva a sinistra (Il Foglio, 10 agosto).
Serve la ripresa (Giulio Casuccio, La Nazione, 10 agosto).
Serve un nuovo G20 (Marcello Messori, Corriere della Sera, 10 agosto).
Serve un fondo antidebito (Francesco Forte, Il Foglio, 11 agosto).
Serve un ticket alla svedese (Maurizio Ferrera, Corriere della Sera, 11 agosto).
Serve senso di responsabilità (Roberto Cota, La Stampa, 13 agosto).
Serve un governo tecnico (Giuliano Pisapia, La Repubblica, 14 agosto).
Serve un governo per l’euro (Marco Moussanet, Il Sole 24 Ore, 17 agosto).
Serve un nuovo ordine mondiale (Mario Lettieri, Italia Oggi, 20 agosto).
Serve un po’ di fortuna (Il Foglio, 20 agosto).
Serve un condono fiscale (Renata Polverini, Il Giornale, 21 agosto).
Serve un nuovo contratto sociale (Giovanni Belardelli, Corriere della Sera, 21 agosto).
Serve unità e credibilità (John Elkann, La Repubblica, 24 agosto).
Serve un nuovo governo (Anna Finocchiaro, l’Unità, 26 agosto).
Serve un visionario (Peppino Caldarola, Gli Altri, 26 agosto).
Serve una sterzata (Gianfranco Rotondi, Il Corriere della Sera, 29 agosto).
Serve una rivoluzione copernicana (Roberto Brunelli, l’Unità, 30 agosto).
Serve una nuova classe dirigente (Giuliano Pisapia, La Repubblica, 31 agosto).
Serve una scossa (Livia Turco, Europa, 31 agosto).
Serve un confronto tra le forze politiche (Avvenire, 31 agosto).
Serve un premier di ferro (Il Tempo, 31 agosto).
Serve un’altra manovra (Maurizio Belpietro, Libero, 3 settembre).
Serve un armistizio (Pierferdinando Casini, Il Riformista, 3 settembre).
Serve chiarezza sui conti (Maurizio Monti, Il Messaggero, 3 settembre).
Serve ordine nella confusione (Il Foglio, 3 settembre).
Serve crescita (Corrado Passera, La Nazione, 4 settembre).
Serve uno sforzo da 400 miliardi (Alessandro Profumo, Il Corriere della Sera, 4 settembre).

Riepilogando: con un po’ di fortuna, prudenza e coraggio (fortunato coraggio prudente? o prudente fortuna coraggiosa? o coraggiosa prudenza fortunata?), bisogna individuare con un soprassalto di coscienza civica, all’interno di una nuova classe dirigente, un visionario che dia una sterzata e formi, dopo essere andati al voto, un nuovo governo, meglio se tecnico, ovvero un esecutivo alla Ciampi, ma al tempo stesso espressione di un’alleanza larga guidata da una personalità forte, che vanti senso di responsabilità, pugno di ferro e leadership nata dal consenso, però dopo aver firmato un armistizio e stimolato il confronto tra le forze politiche per fare sistema in un’ottica di unità e credibilità nello spirito del ‘92. Questo nuovo governo, dopo aver fatto chiarezza sui conti e infuso coraggio nei bilanci, metta benzina all’export, faccia ordine nella confusione, rediga un piano energetico, pensi ai giovani e, con una nuova manovra correttiva a sinistra, compia uno sforzo da 400 miliardi che stimoli la crescita e la ripresa, magari con un condono fiscale (ma dopo aver promosso un nuovo contratto sociale), un fondo antidebito e un ticket alla svedese. Dopodiché ci dovrà essere una scossa prima e una rivoluzione copernicana poi, di modo che si vada verso un nuovo ordine mondiale e un nuovo G20 che adotti una moneta mondiale chiamata Global. Purtroppo, tutto questo potrebbe anche non bastare, perché – come ha scritto qualcuno – serve altro.
Semplice, no?

2 commenti:

  1. Sono contento di questo post. Pensavo spesso a queste eterogenee soluzioni che hanno sempre un peso enorme nei media. Non che tutte siano da buttare, anzi. E' la quantità a dimostrare che non c'è UNA soluzione.

    Il bello è che, per parecchi di questi "Esperti", la propria soluzione è l'unica strada da percorrere e quella altrui è inadeguata o parzialissima.
    Domanda: Ma la soluzione Grillo e Grillini - politici, calciatori e giornalisti a vangare una bella proda e niente più parcheggi - non c'è?
    Ps. A voi del M5S. So che accetterete la battuta e non mi chiamerete dalemiano e servo ;-)
    Cri Tista

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  2. Applausi! Adoro questi commenti basati sull'arguta analisi di rassegne stampa.

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