lunedì 26 settembre 2011

In memoria di Wangari Maathai

E' morta Wangari Maathai, premio Nobel per la pace 2004.
Proprio quell'anno - ma prima che le venisse assegnato il riconoscimento, ossia quando in Italia era una perfetta sconosciuta - collaborai a un progetto multimediale di Kerry Kennedy sui diritti umani (Speak Truth to Power) e uno dei testimonial che all'epoca mi colpì di più era proprio lei, perché aveva fondato
un movimento che aveva l'obiettivo di creare una sorta di polmone verde che arrestasse l'erosione del suolo: in trent'anni, quindici milioni di alberi piantati e guadagni per ottomila persone. In un paese come il Kenia è un grande risultato, anche in termini di lotta alla fame.

Cito alcune frasi sue rilasciate nell'intervista contenuta nel libro edito nell'ambito dell'iniziativa, le lascio come promemoria per me e per tutti in questa settimana che va a iniziare.
"Il nostro lavoro va fatto con il cuore puro, ed è motivato dalla partecipazione".
"Aver chiaro ciò che si deve fare dà coraggio, dà la forza di chiedere senza temere. C'è così tanto da fare che non si sa e che bisognerebbe sapere. Anche solo per focalizzare l'obiettivo. Ora siete fuori dall'autobus e andate nella direzione giusta. Vi vedranno agire con passione, determinazione e persistenza. Dritti per la vostra strada".
Wangari Maathai si riferiva alla sua lotta per i diritti civili e delle donne e, in particolare, per la tutela dell'ambiente. Però, rileggendo le frasi che ho citato, mi rendo conto che si possono applicare un po' a tutti i settori della vita pubblica, civile. Anche qui da noi, in Italia. Oggi e domani.

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