venerdì 16 settembre 2011

La mia teoria su Augusto Minzolini

Hanno fatto parecchio discutere gli ultimi editoriali di Augusto Minzolini, direttore del Tg1: quello di una settimana fa, in cui se la prende con l'opposizione perché vota contro la manovra economica, e quello di ieri sera in cui va all'attacco della magistratura che fa ricorso alle intercettazioni.
Ora, io ho una teoria in proposito.
Secondo me, lo fa apposta.
Spiego perché.
Esagerando sempre più con i suoi editoriali macchietta, arriverà il giorno in cui qualcuno si romperà definitivamente gli zebedei e lui verrà rimosso, con sommo gaudio dei politici di centrosinistra e della blogosfera antiberlusconiana. Quel giorno, il direttorissimo celebrerà il suo trionfo. Vestendo i panni del "Giornalista Scomodo Vittima dei Poteri Forti", scriverà libri, terrà conferenze, forse gli verrà data la conduzione di un programma televisivo o fonderà un settimanale. Racconterà retroscena di quando quella volta il segretario del partito di opposizione gli ha telefonato per raccomandargli Tizio o di quell'altra volta che la giornalista Caia, prima di leggere una notizia, ha telefonato al politico ("del PDS-DS-PD") Sempronio: Tizio, Caia e Sempronio smentiranno, Minzolini confermerà, Il Giornale ci farà il titolo a sei colonne e chi più ne ha più ne metta.
E fra quindici o vent'anni, quando tutti ci saremo dimenticati sia i suoi editoriali macchietta, sia il Tg1 trasformato da dignitoso telegiornale a indegno varietà pseudo-informativo, lui sarà un eroe dei nostri tempi.
Intendiamoci, se tutto ciò sarà possibile non è colpa di Minzolini, ma di un sistema - quello del giornalismo italiano - dove un complotto non si nega a nessuno e dove lo scoop non è "pubblicare una notizia che nessuno ha", ma riportare la dichiarazione off the record di un politico o, tutt'al più, trascrivere una sentenza giudiziaria o un faldone di intercettazioni della magistratura.
Come uscirne?
Ecco, io propongo questo. La prossima volta che Minzolini andrà in video per recitare il suo monologo, facciamo finta di niente. Vincenzo Vita e Pancho Pardi non rilascino dichiarazioni, Paolo Garimberti faccia il vago e i giornali non riportino la notizia. Del resto, l'editoriale minzoliniano appiattito sulle ragioni del Governo Berlusconi è tutto fuorché una notizia.

5 commenti:

  1. Concordo in pieno. È talmente grottesco da risultare quasi divertente, dargli ulteriore risalto fa il suo gioco.

    RispondiElimina
  2. Bel post.. come amministratore della pagina fb "Questo è il tg1" ho segnalato questa tua riflessione su Minzolini! ;-)

    RispondiElimina
  3. non fosse solo perché c' è il canone...
    Il nocciolo del problema è perché ancora c'è chi riesce a guardarla la RAI, se dipendesse da me sarebbe risolto da un pezzo: 0 ascolti->0 introiti pubblicitari, cosi poi vedi se anche lì non cominciano a tagliare qualcuno fra le 6000 teste. A proposito quando dici ...fra15 o 20 anni... io manco ora!
    Insomma, sono d'accordo con te. Quando quello parla, invece di arrabbiarsi, c'è un bel pulsante rosso del telecomando... c'è anche qualche alternativa come il tg di la7, quello di sky sul digitale terrestre veicolato da cielo. E pazienza se ci sono le vecchine che continuano a guardarlo, tanto sono le stesse che una mezz'ora prima si son guardate Emilio Fede. Se stiamo come stiamo è perché ci sono in Italia quelli disposti a credere agli asini che volano.

    RispondiElimina
  4. Bèla lì, Nonuna!
    Tra vent'anni vedremo un Blob notturno, con Minzolini coperto dalla voce di Di Pietro, l'introduzione di Ghezzi, con l'audio asincrono, di una retrospettiva del Lumière di Bologna sulle pellicole di Polansky influenzato da Heidegger ed intermezzi ad hoc di CinicoBlob: ci sta già lavorando per i posteri (speriamo d'esserci per non perdercelo)!
    Ad Maiora

    RispondiElimina
  5. Mi pare che Garimberti faccia già abbastanza il vago. Comunque già questa volta credo che il suo editoriale non sia stato ripreso come i precedenti. Sbaglio?

    Antonio

    RispondiElimina