venerdì 30 settembre 2011

Nemmeno loro sanno cosa stanno facendo

Ecco come il ministro del welfare Maurizio Sacconi ha accolto le proposte degli imprenditori su sviluppo e risanamento dei conti pubblici:
"Una patrimoniale strutturale di questa entità arriverebbe inevitabilmente a colpire una larga platea di persone e famiglie (...) avrebbe effetti poco percettibili. Sulle pensioni sembrano volere correggere la riforma Maroni con il pensionamento flessibile in regime contributivo - il che darebbe luogo a molti più' oneri - e dall'altro condannerebbero improvvisamente ad attendere tre-quattro anni proprio le donne e i lavoratori anziani con molta contribuzione che quotidianamente le imprese e le banche medie e grandi sono portate ad espellere affidandoli agli ammortizzatori sociali. Il documento non affronta il tema del rapporto tra banche e imprese in una delicata fase di rattrappimento del credito".

Ed ecco, invece, la reazione del ministro della funzione pubblica Renato Brunetta:
"Siamo talmente d'accordo con le proposte in materia di semplificazione avanzate questa mattina da Emma Marcegaglia e dagli altri amici imprenditori che o le abbiamo già realizzate oppure siamo impegnati con loro per farle diventare legge e quindi prassi quotidiana a favore dei cittadini e delle aziende
".

Insomma, per uno le proposte degli industriali sono discutibili, per l'altro sono già nell'agenda del Governo. Credo che la diversa interpretazione da parte di due ministri (economici) sia la dimostrazione più evidente di quanto confusa, dilettantistica e improvvisata sia l'azione dell'esecutivo in questa fase così difficile nella vita del Paese.
Un motivo in più perché vadano a casa. Quanto prima.

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