martedì 13 settembre 2011

Prevedibile. E pavido.

C’era soltanto una cosa in questi giorni più prevedibile dello scontato temino sulla ricorrenza dell’undici settembre: Berlusconi che va all’estero e attribuisce tutte le colpe dei mali italiani all’opposizione parlamentare, mettendo in imbarazzo il suo interlocutore.
E lo ha fatto.
Ora, se ciò che il presidente del Consiglio ha detto fosse vero, avremmo dei partiti politici incapaci di mettersi d’accordo sulla raccolta firme per un referendum o sulla partecipazione a uno sciopero sindacale, ma in grado di aizzare l’alta finanza internazionale per il più micidiale attacco speculativo sulle borse di tutto il mondo. Ma si tratta di un dettaglio.
Il punto reale è che questo esecutivo di mediocri assoluti (politicamente parlando), di incapaci a governare, manca pure di coraggio. E quando qualcosa non va, invece di correre ai ripari, si limita ad accusare qualcun altro, a farfugliare scuse.

Anche i mediocri hanno coraggio, ogni tanto. Il mediocrissimo e pavido Alberto Sordi al termine di Una vita difficile trova lo scatto d’orgoglio per fare qualcosa di veramente audace e assolutamente imprevedibile. Questi qua che governano l’Italia no. Non sono capaci nemmeno di chiedere un due per cento in più di imposta sul reddito a chi guadagna più di novantamila euro l’anno senza farsela sotto. Dopo aver fatto di tutto per complicare le relazioni in seno all’Unione europea, dopo essersi vantati per anni che loro non dicono sempre di sì ai diktat di Bruxelles, ora son lì a supplicare che l’Europa chieda una riforma delle pensioni, perché così, di fronte all’opinione pubblica, sapranno a chi attribuire la responsabilità di un provvedimento impopolare.
E questi dovrebbero portare avanti delle liberalizzazioni che scardinano lobbies potenti? Dovrebbero impostare una epocale riforma fiscale? Dovrebbero portarci fuori dalla recessione economica più grave dal dopoguerra ad oggi?

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