venerdì 23 settembre 2011

Questo pazzo, pazzo, pazzo piddì!

Ho letto la brochure pubblicata in questi giorni dal Partito Democratico sulle proposte per “L’Italia di domani”:
Niente di nuovo, son le cose che stanno dicendo da un anno a questa parte. Però, forse sarebbe stato il caso di darci un’occhiata un po’ più attenta e verificare la coerenza con i progetti di legge presentati ultimamente prima di pubblicarle.
Per esempio, capitolo “Riforma delle istituzioni”. Si parla della legge elettorale e si propone “una netta differenziazione tra il sistema elettorale della Camera (…) e il sistema elettorale del Senato”, con quest’ultimo che “deve favorire la rappresentanza dei territori”. Come? Tramite “l’elezione diretta in collegi regionali, insieme alla elezione del Consiglio regionale, con sistema proporzionale e clausola di sbarramento”. Più avanti, al paragrafo sulla riforma sul bicameralismo perfetto, si aggiunge che il Senato è “il rappresentante delle Regioni e degli enti locali”.
Molto bene.
Andiamo a vedere la proposta di legge elettorale del PD, depositata appena due mesi fa (poche settimane prima della brochure in distribuzione in questi giorni), primo firmatario Pier Luigi Bersani.
Non c’è la “netta differenziazione” tra l’elezione della Camera e quella del Senato: salvo lievi differenze, è il solito sistema misto.
In esso prevale non il sistema proporzionale – come scritto nella brochure –, ma quello maggioritario (al 70%).
Infine, nessun riferimento viene fatto al Consiglio regionale e agli enti locali di cui il Senato dovrebbe essere il rapprentante.


Eh, il piddì...! E poi dicono che non ha proposte. Il suo problema è, anzi, che ne fa troppe.

2 commenti:

  1. Ottimo post.

    Fa capire perché la gente sbuffa di fronte ai queruli proclami del PD.

    Poi si capisce anche perché De Bortoli con i documenti di Fassina ci fa il brodo...e perché le percentuali del PD rimangono inchiodate al 25-28%.

    Uqbal

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  2. e tu sei contrario ad un congresso? cacciamo la gentaglia di cui si è attorniato il povero bersani prima che sia troppo tardi

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