giovedì 22 settembre 2011

Ragionevoli dubbi

Stamani in auto, di ritorno da un cliente, ascoltavo su Radio Radicale il dibattito parlamentare sull’arresto di Marco Milanese.
Ho avuto la ventura di intercettare un paio interventi.
Uno è stato quello di Silvano Moffa, di quei Responsabili che però – ho scoperto durante la diretta – oggi si chiamano Popolo e Territorio (già che c’erano, avrebbero potuto aggiungerci “e sovranità”, così avrebbero fatto il titolo del secondo capitolo di un qualsiasi manuale di diritto pubblico, quello che spiega gli elementi costitutivi dello Stato). Moffa, dicevo. Parlava e si scaldava, si appassionava, si indignava.
Quindi è stata la volta di un leghista, Luca Rodolfo Paolini. Anche lui parlava e si scaldava, si appassionava, si indignava. Specialmente contro la custodia cautelare, contro la magistratura che ha arrestato il povero Alfonso Papa e ora, porca miseria, stessa sorte potrebbe capitare all’ex consulente di Tremonti.
Pensavo tra me: certo, quanta passione civica nelle parole di costoro. Uno può anche non condividere le loro argomentazioni, ma – cribbio! – ne sono davvero convinti.
Poi però mi sono ricordato di un paio di particolari. Il primo è che Moffa è uno di quelli che un anno fa di questi tempi stava con Fini, poi per qualche settimana fu in bilico tra opposizione e maggioranza: firmò la mozione di sfiducia, ma non era d’accordo con sé stesso, non la votò e così ricominciò a sostenere il governo. Il secondo particolare è che l’Alfonso Papa che ora marcisce in prigione con grande scandalo dell’onorevole Paolini è finito lì perché lo ha voluto pure la Lega, che due mesi fa votò a favore dell’arresto. Insomma, il bravo oratore in cravatta verde se l’è presa con sé stesso e con il proprio gruppo.
E perciò le mie conclusioni sono cambiate da un minuto all’altro.
Ho pensato: non sarà che invece di nobile passione civica, è soltanto un gran gioco delle parti, sostenuto da notevoli doti di recitazione? Se Moffa a dicembre 2010 non avesse avuto i tormenti sulla fiducia e fosse rimasto con Fini, avrebbe oggi pronunciato le parole che ha pronunciato con analogo trasporto emotivo? Se Bossi ieri non avesse deciso che il suo gruppo avrebbe dovuto salvare il governo, cosa avrebbe dichiarato in aula Paolini?
Non voglio dedurne che i nostri rappresentanti in Parlamento, soprattutto quelli che appartengono allo schieramento politico che non ho votato, non siano persone intellettualmente oneste. Però a volte il dubbio sorge, ecco.

5 commenti:

  1. Ho letto le prime 5 righe del tuo post e già sono qui con il forcone in mano...

    Per quanto i nostri parlamentari si possano appassionare e scaldare, resta il fatto che se io o te o chiunque fra i comuni mortali si fosse trovato nella medesima situazione di Milanese, sarebbe stato sbattuto dietro le sbarre senza tanti riguardi e senza il bisogno di passare da una votazione. Se ritengono i nostri papaveri una cosa indegna (io invece la trovo giusta) la custodia cautelare, loro hanno il potere di abolire la legge che la regola invece di stare a blaterare e a fare le (inutili) commedie.
    Ma de che stanno a parlà?

    RispondiElimina
  2. Ci provarono nel 1994 col decreto Biondi. Successe il finimondo, e il governo fu costretto a lasciarlo decadere.

    RispondiElimina
  3. @ Philip

    Già, quella era l'antesignana delle leggi ad personam!

    RispondiElimina
  4. Ad personam o ad mundum che fosse, io, quando viene proposta una legge, mi chiedo se il combinato disposto che ne risulterebbe sia per me e per il paese preferibile o meno allo status quo.

    Opporsi perché qualcuno ne beneficia è invece un modo un po' miope e, se mi permetti, poco serio (nel senso di degno della retorica delle schiene dritte che tanto stigmatizzi), di vedere le cose: e se il governo lo ripresentasse oggi tale e quale, dato che adesso non è sospettabile di essere ad personam, devo dedurre che saresti d'accordo?

    RispondiElimina
  5. @ Philip

    Il decreto Biondi era stato emanato per salvare il culo a qualcuno accusato di corruzione.
    Se avessero avuto riformare l'istituto della custodia cautelare avrebbero fatto una legge (non un decreto) organica e più razionale (per es., vietando la carcerazione ai bancarottieri, se uno aveva già riparato all'estero stava tranquillo perché non poteva essere richiesta l'estradizione).

    RispondiElimina