domenica 25 settembre 2011

Un nuovo miracolo italiano: Gelmini ministro

Beh, visto che ne hanno parlato così tanti, perché dovrei tirarmi indietro proprio io? Dico della gaffe, l’ultima di una discreta serie, del ministro Gelmini.
Che poi, a leggere bene, il vero strafalcione non è tanto quello sul tunnel, quanto l’aver pensato di aver conseguito una vittoria, equiparando la velocità di un neutrino a una trasvolata atlantica di Italo Balbo e confondendo berlusconianamente la realtà con una sua falsa rappresentazione a scopi di propaganda politica.
Sono andato sul sito del Ministero dell’Istruzione. Negli ultimi mesi è impressionante la percentuale, sul totale, di comunicati stampa redatti per smentire qualcosa. Dico sul serio, non è normale che quasi uno su due inizi mettendo le mani avanti e precisando che quella tal notizia giornalistica è infondata, che le cifre reali sono altre (e magari si fa riferimento a statistiche già superate), che quell’anticipazione non è rispondente al vero. Possibile che esista un complotto generale della stampa italiana contro il ministro della pubblica istruzione, un attacco che prevede l’uso continuato e scientifico della menzogna contro quel che fa e che dice e il ricorso a cifre inventate per screditare il suo operato? No, non è possibile. A me hanno insegnato un principio: se uno ti dice che sei un cavallo, può darsi che costui sia fuori di testa; se te lo dicono in due, probabilmente son due che ti stanno prendendo in giro; ma se te lo dicono in cinque o sei, comincia a nitrire.
Morale della favola? Il problema di Mariastella Gelmini si chiama “credibilità”. Già è sempre stata poco credibile: la responsabile di un settore basato sullo studio e sul merito aveva, in passato, eluso proprio i meccanismi basati sullo studio e sul merito per poter iniziare una sua attività professionale. A questo si aggiunga che i tanti proclami – perlopiù di natura ideologica, esercizio nel quale il ministro è seconda solamente al collega Sacconi – non sono stati seguiti da risultati concreti. Così, alla fine, non ha convinto nessuno al di fuori della ristretta cerchia pidiellina e, forse, di Ernesto Galli della Loggia quando era in buona con il governo.
La quantità di comunicati stampa per smentire e precisare sono l’emblema di un triennio di malgoverno e dell’approssimazione con cui viene svolto un incarico di grande responsabilità in un settore strategico per il futuro del Paese. E la gaffe sui neutrini più veloci della luce è soltanto la punta di un iceberg. La triste verità è che Mariastella Gelmini è una miracolata del berlusconismo. Perché è soltanto grazie al berlusconismo se oggi fa il ministro anziché la tirocinante addetta alle fotocopie in qualche studio di avvocato dell’entroterra bresciano (non voglio con ciò sminuire i tirocinanti in studi legali, ma è che se non si fosse spostata a Reggio Calabria per dare quel benedetto esame...).

3 commenti:

  1. La Gelmini, nella sua patetica ansia da parvenue fortunosamente catapultata nelle stanze di un ministero importante, rappresenta in maniera emblematica l'assoluta mediocrità di questo governo. Basta osservare un Sacconi o un Brunetta: persone magari oneste, ma che paiono divorate dall'accanimento febbrile dell'arrampicatore miracolato, intimamente cosciente della propria inadeguatezza, e quindi deciso a esibire il suo status con arroganza, incapace di star zitto.
    Io a ridere delle loro grottesche gaffes non riesco proprio più.


    Bea

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  2. @Bea

    Permettimi di non essere d'accordo quando definisci di Sacconi e Brunetta "persone magari oneste". Hai presente quando Montanelli dice di Berlusconi che "E'cosi bugiardo da credere persino alle sue bugie"?

    Con questi è la stessa cosa.

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  3. Lo sai che quando ho letto il comunicato ho pensato ai Fascisti su Marte?

    Uqbal

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