L’ho già scritto in passato e ora mi ripeto: uno dei motivi per cui non apprezzo il cosiddetto “terzismo” degli editorialisti del Corriere della Sera è che si tratta, perlopiù, di esercizi di stile basati sull’ipocrisia.
Si chiama cerchiobottismo, ma in realtà si dà un colpo al cerchio e poi si finge solamente di dare il colpo anche alla botte.
E così può succedere che Piero “Io-sono-un-vero-liberale” Ostellino si esprima su Mario Monti come mai aveva fatto con il suo predecessore, sempre trattato in modo conciliante anche nelle critiche.
“Altro che tecnico, Mario è un gran politico: se non sai come cavartela, vendi fumo ai cittadini. E’ la parabola di chi parte servitore dello Stato (canaglia) e diventa egli stesso canagliesco”. Occhio, Ostellino non sta parlando di certe promesse, fino ad oggi effettivamente un po’ vacue, sulle liberalizzazioni. Sta parlando dei controlli della Guardia di Finanza a Cortina per stanare certe pratiche di evasione fiscale. Monti vende fumo, diventa egli stesso canagliesco, dice l'illustre giornalista. Lo avesse scritto Marco Travaglio di Berlusconi, ci sarebbe stata un’alzata di scudi al Corriere. E chissà cosa avrebbe scritto Ostellino se Travaglio avesse paragonato il prededessore di Monti a Mussolini. Se, per esempio, avesse scritto che l’Italia “ieri inneggiava al Duce, oggi a un bravo docente della Bocconi che si scopre anch’egli – effetto corruttore del potere, direbbe Lord Acton – incline alla demagogia dilagante”. Già... Peccato che una frase del genere non l’abbia scritta Travaglio. Chi sarà stato l’autore?
Mi infastidivano quelli che strillavano in continuazione al "regime" nell'era berlusconiana e mi infastidiscono a maggior ragione i sedicenti liberali che, senza una sola ammissione di colpa per gli innumerevoli alibi forniti al Cavaliere durante i suoi governi fallimentari, ora si lanciano in similitudini demenziali straparlando di "polizia politica della DDR": proprio il contrario della tanto conclamata equidistanza.
RispondiEliminaPoi è chiaro che, come ha scritto qualche tempo fa Irene Tinagli in un bell'articolo su "La Stampa" l'evasione non si combatte esclusivamente con operazioni eclatanti e clamorose: servono studi e manovre sostanziali, che richiedono tempo, attenzione ma soprattutto volontà; ciò che è mancato in precedenza, in modo particolari ai governi di centrodestra.
Non è questione di idolatrare Monti, che pure si trova a operare in condizioni estremamente critiche; il fatto è che anche per chi detesta qualunquismo e demagogia è difficile disapprovare iniziative che dimostrano quanto l'evasione fiscale sia tuttora praticata a ogni livello.
Bea