sabato 14 gennaio 2012
Come tradire lo spirito delle primarie e vivere felici
Lo scorso mese di giugno il Partito Democratico della mia città individua un candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative, che si svolgeranno a primavera. Il percorso è lineare: ampia consultazione nei circoli cui è richiesto di avanzare proposte, tutti esprimono un solo nome e su quello si registra l’unanimità all’interno del partito, nonostante l’appello affinché altre persone si facciano avanti a proporre la loro candidatura e magari andare a primarie. Ma la persona che si è dichiarata disponibile gode davvero del consenso e della stima direi universale in città. Anche delle altre forze politiche, tant’è che Sinistra e Libertà fa sapere che se non lo candida il PD ci pensano loro a proporre quel nome. Così un ampio schieramento che va dall’Italia dei Valori alla Federazione della Sinistra a esponenti della società civile vicini ai grillini (ebbene sì!) appoggia il tizio. Che inizia la sua maratona. Senza primarie per mancanza di avversari e il voto unanime dell’assemblea comunale del PD.
Passa l’estate.
Passa anche l’autunno.
Arriva Mario Monti e decide che le Province si aboliscono.
Così il presidente della Provincia, eletto a maggio 2011, all’improvviso scopre che a livello nazionale lo scenario politico è cambiato e che la maratona del candidato sindaco sta andando troppo a rilento e che il centrosinistra rischia di perdere nuovamente le elezioni: al termine di uno stillicidio di dichiarazioni e non-smentite, annuncia che si candiderà chiedendo primarie di coalizione.
A mio avviso, si tratta di un vero e proprio tradimento dello spirito delle primarie. Che sono una grandiosa forma di partecipazione democratica, ma devono – come ho già rilevato altre volte in passato – essere maneggiate con cura. Perché non sono né un randello da esibire per prove di forza correntizia all’interno di un partito, né un abito bello ed elegante da indossare per apparire diversi da quel che si è. Fuor di metafora: mascherare con un’iniziativa di pseudo-legittimazione popolare (si sa già che sono in azione le truppe cammellate di forze politiche locali che niente hanno a che vedere con il centrosinistra) un’operazione di politica politicante significa prendere per il culo il cittadino e il militante della base, chiamati a fare la figura degli utili idioti.
Sì, le primarie sono un bello strumento. Siamo noi italiani, è la nostra classe politica a non essere pronta alle primarie.
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non so come funzioni da te, ma qui in veneto il direttivo ci ha chiesto di optare per le primarie o meno entro dicembre.
RispondiEliminaquindi mi verrebbe da pensare che il tuo presidente della provincia è fuori tempo massimo...
comunque, se proprio vuole correre, fatelo correre! sperando che si prenda la batosta che un politicante merita.
sono d'accordo con te che le primarie debbono essere usate con intelligenza (piuttosto che con cautela) e che l'iniziativa sia una "porcata". però in questo caso vedo un rischio abbastanza limitato....
Tradimento dello spirito democratico? Lo definirei di più gigantesco Ego e culo voglioso di poltrona...
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