Il paragone di Antonello Paciolla è pertinente e acuto.
Ma io mi chiedo: ma perché, abbiate pazienza, forse che nel Popolo della Libertà le dinamiche di partito avvengono in maniera diversa? E tra i radicali?
Provate ad andare nel PdL e contestare Berlusconi. Provate a portare avanti politiche che a lui non piacciono.
Provate ad andare tra i radicali e contestare Pannella (senza chiamarvi Emma Bonino).
Noi abbiamo in Italia almeno tre partiti rappresentati in Parlamento in cui la democrazia interna di fatto è sospesa. Da sempre. E per sempre, fintanto che il capo spirituale non raggiungerà i propri avi. A quel punto lì, non sapremo nemmeno se quei tre partiti continueranno a esistere.
troppo buono, Nucs. Effettivamente anche io dopo aver scritto il post mi sono fatto domande simili a quelle che ti stai ponendo tu. ed altre, tipo: quanti congressi ha fatto l'Idv? ci sono mai stati altri candidati leader oltre Di Pietro? E, parlando sempre di leaderismo spinto. Perché quelli di Fli ci tengono tanto a dirsi "finiani"? Forse che senza la figura di un capo assoluto si sentono persi?
RispondiElimina@ antonello
RispondiEliminacerto. anche l'idv è un partito padronale e l'ho scritto più volte. però bisogna riconoscere che de magistris l'ha sfidato di pietro e non gli è successo niente, così come un minimo di dialettica bisogna dire che nell'idv c'è. un minimo, eh...