sabato 28 gennaio 2012

La realtà e la fantasia

Il nuovo sito web del Popolo della Libertà ha pubblicato un sondaggio su "I principali meriti dei diciotto anni di Berlusconi in politica".
Dopo aver espresso la mia ammirazione all'ideatore di simile consultazione (giusto per dare un'idea della titanica impresa cui si è sottoposto: non è facile trovare un punto positivo nel Porcellum, ma costui ci è riuscito) ed essermi ripreso dalla scoperta che io sì, scrivo cazzate, ma c'è chi mi supera e di gran lunga, arrivo al penultimo punto tra i - presunti - meriti dell'ex presidente del Consiglio. Credo possa essere commentato al meglio, non con parole mie, ma con quelle di Philip Stephens, associate editor e chief political commentator del Financial Times (che non è esattamente l'organo di stampa ufficiale dei carri armati sovietici in Ungheria nel '56), che troviamo scritte nell'editoriale pubblicato sull'ultimo numero del quotidiano finanziario londinese.

Sito PdL sui meriti della politica estera berlusconiana
"Più forza all'Italia in Europa e nel mondo"
Financial Times
"There was a time when Italy had something to say in Europe (...) The era of Silvio Berlusconi put an end to italian influence".

Sito PdL sui meriti della politica estera berlusconiana
"Con il suo stile personale ma incisivo, Berlusconi ha promosso il legittimo interesse nazionale attraverso una politica estera chiara e senza titubanze"
Financial Times
"Mr Berlusconi made cruel jokes about Mrs Merkel's appearance. Mr Monti talks to her about economics"

Sito PdL sui meriti della politica estera berlusconiana
"
nessuna subalternità rispetto ai partner europei"

Financial Times
"Though always assured a warm welcome from Vladimir Putin, Mr Berlusconi was shunned by his European Union peers - seen by turns as a cause of irritation and embarassment".

9 commenti:

  1. Sono reduce da una settima in California: l'equazione Schettino=Berlusconi=BungaBunga la fanno tutti, ma proprio tutti, ca va sans dire

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    1. Quando loro avevano Bush, noi sapevamo essere molto crudeli.
      Cri Tista

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  2. Uno dei più famosi editoriali su mr. B. nel tuo elenco ci sta proprio bene:
    http://www.economist.com/node/18805327

    Magari ricordarlo a quel sito non farebbe male. Difficile far passare per sovietici quelli dell'economist!

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  3. gli americani farebbero meglio a guardare i loro problemi! Ne hanno a bizzeffe! Sono loro che hanno innescato la crisi economica mondiale! Caro ilmetapapero informati,potresti firmarti solo papero.

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    1. Forse ti sfugge che non siamo in USA, ma in Italia, ed i nostri problemi sono molto diversi, visto che il problema di questo paese non si tratta certamente delle banche, ma dei debiti dello stato.

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    2. @ Anonimo

      quale crisi?
      quella che 3M^^^ & l'ex-PDC hanno negato per due anni e imputato al disfattismo dei giornali di sinistra??

      oppure quella da cui eravamo usciti prima e meglio di tutti gli altri???

      ah quella!

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  4. invece Cruciani si incaxxa come una biscia quando qualche ascoltatore dice che la tragedia della nave, con il comandante screanzato e l'eroe che alza la voce per richiamarlo al dovere, è la metafora del Paese.

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  5. La storia la scrivono i vincitori ma, come dimostra l'oggi, anche gli sconfitti quando controllano chi scrive e chi, nonostante tutto, pare abbia vinto senza merito.
    In questi anni, pur essendo chiaro a tutti che il re era vergognosamente nudo, i media di corte hanno avuto la forza(e lo stomaco) di difendere l'indifendibile, cercando sempre teorie complicatissime per ciò che invece era banalmente tragico.
    La nipote di Mubarak è solo la ciliegina sulla torta...

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  6. "nessuna subalternità rispetto ai partner europei"

    Si può discutere se Berlusconi fosse o meno in quella condizione, ma una cosa è certa: Monti è in posizione di assoluta subalternità rispetto a Merkel e Sarkozy come mai lo sono stati i suoi predecessori (Prodi e Berlusconi).

    Ieri ha accettato di obbligare l'Italia a fare ogni anno una manovra aggiuntiva per un ammontare oggi pari a circa 45 miliardi di euro (ovvero ad avere il bilancio in avanzo di circa il 5.5% del PIL attuale). Cifra che può diminuire se il paese torna a crescere, ma che può addirittura aumentare in caso di stagnazione o recessione...

    E checché ne dica, Monti non ha ottenuto nulla in cambio.

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