mercoledì 25 gennaio 2012

Panico in redazione

Ogni giorno, nel mondo, ci sono in media dai tre ai sei terremoti di magnitudo superiore a 5. Solamente nell’ultima settimana, sismi di tale intensità hanno colpito le Molucche, le Isole Santa Cruz, la Repubblica Dominicana, la Nuova Zelanda, il Giappone, l’Indonesia, il Messico, il Cile, il Kenia, le Filippine, la Nuova Guinea e l’Alaska.
Ecco come le edizioni online dei due quotidiani italiani più importanti hanno presentato l’evento (e mi fermo a titoli e occhielli): allarme, panico sui social network, evacuazioni e paura, centralini intasati, paura al nord, salvo per una sigaretta. Non mancano gli inviti all’interattività: cari lettori mandateci i vostri racconti, le vostre foto, i vostri video.

Io temo che il panico magnitudo 7.5 o forse anche 8 ci sia ogni mattina nelle redazioni dei giornali, da quando Berlusconi non è più presidente del Consiglio. Ogni tanto c’è un naufragio a salvare i poveri cronisti, ma nell’attesa del fattaccio di nera che veda protagonista una donna (in modo da poter scavare con il massimo del guardonismo sul passato sentimentale di costei), non è che questi disgraziati possono andare avanti spiegando ai lettori cosa sono gli eurobond e il fondo salva-Stati e sul perché e il percome sarebbe bene introdurli: qualcosa dovranno pure inventarsi e che c’è di meglio di un buon terremoto senza vittime e (quasi) senza danni?

4 commenti:

  1. Buondì,

    Spessissimo in questo blog trovo pensieri molto simili ai miei e mi fa piacere.

    I troppi e troppo ignoranti giornalisti sono senz'altro orfani delle eruzioni di cattivo gusto che hanno caratterizzato il berlusconismo, come dici.

    Sono così frastornati, forse anche perché cazzeggiano su FB per troppo tempo, che si sono accorti in ritardo del terremoto. Poi, come sempre, giù di titoli allarmistici.

    Gli inviti all'interattività sono poi la rivelazione della pigrizia di questi ladri di ossigeno: sfruttano il contributo dei lettori per riempire di futilità le loro pagine, visto che da soli non sanno cosa scrivere.

    Ciao

    Tommaso

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  2. ier sera ho intravisto Vespa col modellino dela Costa Concordia. Mi è venuto in mente che potrebbe modernizzarsi un po'. Ad esempio portare in studio la bambola di Schettino: premi il bottone sulla schiena e lui scivola nella scialuppa... :-)

    Ciao

    Paolo

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  3. Concordo con il post, ma vorrei provare a difendere, solamente in parte, i giornalisti. L'unica loro colpa, a mio avviso, è quella di sottostare alla logica del guadagno. Il loro dovere è sì quello di informare la gente, ma se informandola fanno vendere più copie del proprio giornale è meglio. Se il tono degli articoli tende ad essere sempre più altisonante, accattivante, teatrale e quasi romanzato è perchè sono i lettori a cercarlo. La stragrande maggioranza dei lettori vuole quello, e quello gli è dato.
    Sinceramente non so se il mondo giornalistico possa sanare in toto questa nostra perversione tutta italiana, prendendo coraggio e iniziando a fare del giornalismo più costruttivo e strutturato. Credo che però ciò possa aiutare a invertire la tendenza. Il grosso della fatica spetta però sempre a noi e ai nostri connazionali. La morale è sempre quella: se siamo in queste condizioni la colpa è per la maggior parte nostra ed è inutile continuare a rinfacciarla ai soli cronisti.

    Il commento è un po' pesante per il torno del post e me ne scuso, ma purtroppo non riesco a temperarlo.

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