Tutti gli anni, in prossimità del Giorno della Memoria, c'è sempre quello che fa il brillante e la butta in politica rispolverando la polemica sui crimini del comunismo.
Lo posso dire? Mi sono rotto le scatole di questo revisionismo giornalistico. Non oso chiamarlo "storico", perché il revisionismo storico è roba seria: uno storico deve essere revisionista, altrimenti si limiterebbe a ripetere quel che i suoi insegnanti e predecessori hanno scritto e non farebbe ricerca. Invece, il revisionismo giornalistico è la polemica giusto per riempire la pagina della cultura ("Silone era un collaborazionista" e cose del genere) o per parlare d'altro che niente ha a che vedere con la storia e parecchio con il dibattito tra partiti ("eh, Napolitano nel '56..." e così via).
Ed è pericolosa questa banalizzazione della storia, perché poi cosa succede? Succede che un ex repubblichino - ossia uno che sosteneva un ordinamento che discriminava le persone di religione ebraica (vedi art. 73 Cost. RSI) - chiede di posare una foto commemorativa di Mussolini e Petacci nel luogo dove furono uccisi e un'amministrazione comunale risponde di sì, perché "non vi è nessuna rievocazione storica, ma soltanto un ricordo umano di due persone".
E' l'ora di finirla con queste semplificazioni, con queste equiparazioni, con questi tentativi di spedire in soffitta l'antifascismo.
Bravo NUCS.
RispondiEliminaE dire che quando quel signore che siede indegnamente in parlamento, con già due sentenze di condanna per mafia e in attesa della terza, andò a Como a pontificare dei falsissimi diari del duce, glielo espressero in maniera abbastanza esplicita il loro disappunto i comaschi! E moltissimi italiani erano con loro.
E giu' tutti i garantisti a indignarsi e dire: enno' non si fa cosi, non bisogna impedire di parlare.....Eccerto come se certi avvenimenti si potessero mettere nel dimenticatoio!
Si ricorderà che quello stesso signore durante la campagna elettorale che porto' alla vittoria del centro dx nel 2008 illustrava l'intenzione di riscrivere i libri di storia, dai quali sarebbero scomparsi i termini RESISTENZA e PARTIGIANI, perchè si sa, se non era per gli americani....
OT
RispondiEliminaIntanto a Verona succede questo: http://www.larena.it/stories/dalla_home/328567_forza_nuova_vicino_al_vagone_della_shoah_e_scoppia_il_caso/
ancora poche settimane fa Berlusconi dichiarava di essere intento alla lettura dei diari del duce, dai quali traeva spunti di paragone con situazioni di poco e limitato potere per la carica di PDC. Ricorderete che arrivò con il massimo dell'impudenza a definire il fascismo una "democrazia minore"! Però dall'Anpi non si sono levate grosse rimostranze...
RispondiEliminaFrancesca
c'e' in effetti da restare allibiti (o almeno depressi) a vedere come viene trattato in Italia il tema del fascismo e della resistenza, a 70 anni dalla fine della guerra. Da un lato, concordo pienamente sull'imbecillità dei tentativi di girare in caciara le commemorazioni (specie quelle che più dovrebbero farci riflettere, come appunto il giorno della memoria), come se la storia fosse argomento da bar sport; dall'altro, credo che l'antifascismo come retorica vuota della resistenza, quale è stato praticato fino a ieri dalla maggioranza dei nostri politici e commentatori, prima va in soffitta e meglio è. leggo in un commento qua sopra "perchè si sa, se non era per gli americani....": certo, se non era per gli americani probabilmente il fascismo non sarebbe caduto. Non le insegnano più le date a scuola? Non si accorge più nessuno che in Italia (ma anche in Francia, se per quello) la rivolta partigiana cominciò solo quando gli alleati erano già sbarcati in Sicilia e la guerra era già vinta? Far finta che il popolo italiano si sia liberato da solo è, oltre che storicamente falso, profondamente sbagliato per la coscienza civile del paese. Noi dovremmo interrogarci sulla mancata resistenza, anzichè glorificare una resistenza popolare che non ci fu mai; dovremmo onorare i pochi che resistettero prima di tutto riconoscendo proprio che furono pochi, e furono lasciati soli da tutti fino a quando la situazione non fu tragicamente e palesemente compromessa. E non dovremmo mai dimenticare che quando il fascismo emanò le leggi razziali non solo non ci fu alcun visibile dissenso nel paese ma addirittura ce ne fu pochissimo tra gli esiliati e i fuoriusciti, molti dei quali erano legati ad uno stalinismo anch'esso antisemita (ricordo che la germania entrò in guerra come alleata della russia di stalin). Il giorno della memoria dovrebbe essere per noi italiani un giorno di riflessione sugli errori commessi, o accettati supinamente senza neppure rendersi conto (persino a distanza di tanti anni) della loro tragica gravità: altro che polemiche fasciocomuniste o retorica resistenziale. Proprio in queste settimane sto leggendo "una scelta di vita", la biografia di giorgio amendola: è un libro del 76, ma può ancor oggi insegnare molto, a tutti
RispondiEliminaquelli che ragionano come te si ricordano dell'esistenza dei partigiani solo per deprecare lo scempio dei corpi di Piazzale Loreto.... dimenticando che se cio' avvenne in quel posto fu perchè 8 mesi prima allo stesso modo un'altra tremenda strage fu perpetrata e fece 15 vittime se non proprio innocenti certo non colpevoli quanto il duce.
RispondiEliminahttp://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Piazzale_Loreto
se a qualcuno la celebrazione del 27 gennaio non piace.... puo' sempre dedicarsi con maggior passione alla giornata del ricordo del 10 febbraio dove si celebrano le vittime delle foibe.
Curva nord contro curva sud.
Mi sa che qui si confonde il 27 Gennaio con il 25 Aprile
RispondiEliminaOrmazad
@ Ormazad
RispondiEliminaio conosco il significato di tutte e tre le date e non le considero per niente retoriche da celebrare perchè, comunque la si pensi, ho sempre in mente quel verso di Levi che ci IMPONE di non dimenticare: "Meditate che questo è stato"
Io credo che sì, siamo tutti andati un po' OT, ma perché lo spirito stesso con cui viene celebrato il giorno della memoria - che, vorrei ricordare, non è soltanto legato ai cattivoni tedeschi, ma pure alle leggi razziali italiane, leggi razziali che la RSI continuava ad applicare - tende ad allargarsi. Lo stesso post prende spunto da un editoriale di Veneziani che prende a pretesto il giorno della memoria per parlar d'altro.
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