venerdì 18 gennaio 2013

Cultura del lavoro, regola numero uno

E’ una mia colpa. Ho sempre sottovalutato – sbagliando – la regola non scritta che vige in tante piccole aziende private italiane per quei lavoratori che, come me, pur avendo contratti da dipendenti, non sono costretti al rito della timbratura del cartellino. 
La regola recita più o meno così: “durante l’orario di lavoro puoi anche fare lunghe telefonate private, chiacchierare a ore con i colleghi del più e del meno, perdere mezza mattinata a stampare i bigliettini per la recita del figlio a scuola, organizzare la partita di domenica della squadra di amatori che alleni; l’importante è che tu ti fermi mezz’ora in più oltre l’orario di uscita, perché così appari un gran lavoratore”. La regola ha un corollario: “entrare mezz’ora prima non equivale a uscire mezz’ora dopo se il capo non se ne accorge”. Corollario che implica a sua volta un postulato: “riuscire a fare le cose dentro l’orario di lavoro è inutile se non addirittura controproducente. Meglio sforare – regolarmente, quotidianamente, pervicacemente e piuttosto rimanendo davanti a un pc fingendo di far qualcosa – per quella mezz’oretta che serve a dimostrare quanto hai a cuore l’attività che stai svolgendo”.

5 commenti:

  1. Non solo nelle piccole aziende ;-)

    Se poi lo straordinario non è pagato, si fa a gara a chi rimane in ufficio gratis fino all'ora più tarda.

    Ciao

    T.

    RispondiElimina
  2. hai perfettamente ragione; io non la seguo per scelta di coerenza personale (e perché sennò perdo il treno) ma gli effetti sono indiscutibili e non solo nelle piccole aziende...

    ---Alex

    RispondiElimina
  3. Non so cosa tu intenda con "piccole" ma se lavori in una ditta con 15\20 dipendenti e il titolare non sa quanto rendi, indipendentemente da telefonate e cazzeggi vari, cambia ditta . E' gestita male e di questi tempi le aziende gestite male fanno una brutta fine .

    Ormazad

    RispondiElimina
  4. giornata storta?

    Uqbal

    RispondiElimina
  5. Grande verità che anch'io ho sempre sottovalutato e che vale anche per le grandi aziende.

    RispondiElimina