mercoledì 16 gennaio 2013

La guerra di Hollande e le guerre di Bush

Non vorrei addentrarmi in sofisticate analisi geopolitiche, né fare previsioni sulle possibili conseguenze da qui a qualche anno, però qualcosina sull’intervento francese in Mali – intervento che riguarderà da vicino anche l’Italia – voglio dirla. 
E quel che dico è che, a differenza di quanto accaduto in altre stagioni e in altri Paesi, qui siamo sicuramente in una situazione di legalità internazionale rispettata. 
Partiamo dall’abc. L’articolo 2.4 della Carta Onu impone agli Stati membri di astenersi dall’uso della forza. Tuttavia, in base al principio “volenti non fit iniuria”, se uno Stato interviene in un altro con il consenso di quest’ultimo non vi è illecito. Tutto sta nello stabilire se il consenso sia reale oppure soltanto immaginato (diciamo così). In questo caso, abbiamo una esplicita richiesta tramite due lettere, del settembre e dell’ottobre 2012, da parte delle autorità transitorie del Mali indirizzate al Segretario Generale dell’Onu nelle quali viene richiesto il dispiegamento di una forza militare per assistere l’esercito maliano e reprimere i crimini di guerra e contro l’umanità nel nord del Paese. Lettere richiamate dalla risoluzione 2086 approvata dal Consiglio di Sicurezza.
La Francia è intervenuta, il Consiglio di Sicurezza ha deliberato all’unanimità e quindi, oltre al consenso, sono state rispettate anche le procedure esplicitamente previste dalla Carta Onu. 
Non dobbiamo quindi stupirci se a sinistra non c’è grande opposizione a questo intervento e anche la condanna che proviene da SEL appare sfumata e quasi una sorta di pegno da pagare alla campagna elettorale. Del resto, lo stesso Nichi Vendola – l’ala estrema – nelle sue proposte rese note ai tempi delle primarie aveva messo nero su bianco che “la legalità internazionale sarà il nostro metro di giudizio in ogni situazione”. 
Chi apre un fronte di polemica dicendo che per la sinistra le guerre di Hollande vanno bene, mentre quelle di Bush andavano male non coglie un aspetto importante: ossia, una situazione (quella di oggi) in cui chiaramente c’è rispetto della legalità internazionale contro altre situazioni (quelle di ieri) in cui tale rispetto non c’era proprio o era molto, molto dubbio. Mettiamola in questi termini: dagli Stati che vogliono esportare democrazia siamo passati allo Stato che si rivolge a qualcuno per importarla.
Poi possiamo ulteriormente criticare dicendo che in Mali si interviene e in Siria ce ne sbattiamo altamente, possiamo anche dire che se il Mali non avesse avuto l’uranio col cavolo che la Francia sarebbe intervenuta, possiamo dire che Hollande ha deciso l’intervento, ma non sembra avere le idee tanto chiare, possiamo dire tante cose. Tutte vere. Ma resta il fatto che, almeno stavolta, la legalità internazionale è rispettata.

18 commenti:

  1. Buongiorno,

    confesso la mia ignoranza, ma quando diciamo che "abbiamo una esplicita richiesta tramite due lettere, del settembre e dell’ottobre 2012, da parte delle autorità transitorie del Mali indirizzate al Segretario Generale dell’Onu" stiamo parlando dei golpisti che a marzo hanno deposto il democraticamente eletto Tourè? Perchè questo farebbe traballare non poco il presupposto...

    Ciao

    Paolo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Paolo,
      stiamo parlando di un governo riconosciuto. Bello o brutto che sia, per il diritto internazionale è un governo.

      Elimina
    2. Se al posto di Hollande ci fosse stato Bush, la sinistra avrebbe detto quanto segue:

      - lo stato potente voleva la risorsa preziosa dello stato povero (petrolio o uranio che sia);

      - lo stato potente ha inscenato un colpo di stato mettendo al potere un suo uomo di fiducia;

      - lo stato potente si è fatto invitare ufficialmente a invadere lo stato povero dall'uomo di fiducia che hanno messo al potere;

      - andiamo a manifestare perchè la guerra è sempre sbagliata, SENZA SE E SENZA MA.

      Elimina
  2. Non do molta importanza alla legalità internazionale.

    Ormazad

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Minchia.

      Sembra una citazione di Silvester Stallone.

      :-)

      Ciao

      Paolo

      Elimina
    2. No, è la sintesi del tuo primo commento e della risposta di NUCS :-) .

      Scusa , la VE del tuo nick sta per ???

      Ormazad

      Elimina
    3. @ Ormazad, l'Uomo che conosce i commenti prima della loro pubblicazione:

      VE sta per VEnezia: di Paoli è pieno il mondo e scegliermi un nick mistico / confuico / altisonante non è nel mio carattere.

      Ciao

      Paolo

      Elimina
    4. Noi di Marghera siamo sempre avanti non lo sai ?? :-)

      Ciao compaesano
      Ormazad

      Elimina
  3. nucs, stai arrampicandoti su un vetro rotto e sembri non accorgertene. il diritto internazionale sarebbe garantito dall'onu? quello che nominava gheddafi responsabile per i diritti dell'infanzia? quello le cui truppe hanno assistito senza muoversi ai massacro in congo ruanda libano e bosnia? quello dove sono andati a farsi applaudire (oltre al citato gheddafi) eminenti personaggi quali chavez castro e assad? quello che non ha niente da dire sulla strage in corso in siria? come direbbe totò "ma mi faccia il piacere..."

    RispondiElimina
    Risposte
    1. enrico,
      dove ho scritto che il diritto internazionale è garantito dall'onu?
      ho scritto, invece, che il diritto internazionale in questa vicenda è stato rispettato, sia per consuetudine (il consenso dello Stato), sia per diritto positivo (la carta Onu).
      questo è lo stato dei fatti. poi le considerazioni sulle malefatte dell'onu fanno parte di un altro capitolo.

      Elimina
    2. nucs, tu hai indicato testualmente la carta onu come l'abc per valutare la legalità internazionale di un intervento militare. la carta onu e l'istituzione che ne deriva sono solo un accordo politico, e non dei più dignitosi. as simple as that

      Elimina
    3. enrico,
      che ti piaccia o meno, la carta onu è diritto internazionale e alcune sue norme, come l'art. 2.4 o l'art. 2.7, sono non soltanto l'abc per valutare la legalità internazionale di un intervento militare, ma pure norme di diritto internazionale cogente.
      ripeto: che poi l'onu non funzioni o che faccia accordi politici poco dignitosi è un altro capitolo.

      Elimina
    4. " cogente " è una parola grossa .

      Ormazad

      Elimina
    5. ormazad,
      sarà anche parola grossa, ma che ci siano norme di diritto internazionale cogente e che tra queste ve ne siano alcune che si trovano nella carta onu sono dati di fatto.

      Elimina
    6. no nucs, non sono per niente dati di fatto: sono opinioni tue. così come non e' affatto scontato che un governo "riconosciuto" (da chi? da tutti gli stati esteri? da quelli che contano?) sia anche legittimo, e legittimato a chiedere interventi esterni per garantire l'ordine interno. aggrapparsi alla foglia di fico dell'onu per dirimere certe questioni è perfettamente inutile

      Elimina
    7. enrico,

      mi spiace, ma su questo non mi sbaglio. non sono opinioni mie, è l'abc del diritto internazionale.

      Elimina
  4. Così su due piedi non mi vengono in mente sanzioni o azioni militari decise autonomamente dall'ONU. Le nazioni unite non sono mai state "terze parti" ma sempre la forma attraverso cui agiva uno o più stati nazionali .

    Ormazad

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ormazad

      sanzioni e azioni le decide il consiglio di sicurezza ed è chiaro che esso non è "terza parte", ma strumento in balia di cinque stati che possono esprimere il loro diritto di veto. ma, ripeto, questo è tutto un altro discorso.

      Elimina