giovedì 31 gennaio 2013

Le nuove frontiere del fintoterzismo

Mi ha incuriosito l’editoriale di Lucetta Scaraffia sul Messaggero. Titolo: “I temi etici non diventino proiettili elettorali”. In effetti, si tratta di questioni importanti che andrebbero affrontate in modo civile e intelligente, soprattutto in una campagna per le politiche squallida come questa. 
Come spiega la storica e giornalista “da noi sulla posizione etica prevale l’essere di destra o di sinistra, anche se talvolta con qualche disagio interno, e di gravi temi morali si parla nei talk show, brandendoli come proiettili per azzerare le chance politiche dell’avversario”. C’è del vero e del condivisibile, in quel che dice Scaraffia. Cosa fare, allora? La proposta della giornalista è molto semplice e, se vogliamo, disarmante: fare quel che dice la Congregazione per la dottrina della fede della Chiesa cattolica, in particolare dove ricorda che i princìpi etici non sono negoziabili. 
Insomma, par di capire che secondo Scaraffia non bisogna imporre i temi etici come proiettili, bisogna semplicemente imporre i temi etici (non negoziabili) della Chiesa cattolica. 

(ho poi scoperto che Scaraffia è moglie di Ernesto Galli della Loggia, il principe degli editorialisti fintoterzisti, quelli che dicono di non schierarsi, ma alla fine si schierano, eccome, e sempre dalla solita parte... ora comprendo meglio anche la logica dell’editoriale)

2 commenti:

  1. Dio li fa e poi l'accoppia....

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  2. "Insomma, par di capire che secondo Scaraffia non bisogna imporre i temi etici come proiettili, bisogna semplicemente imporre i temi etici (non negoziabili) della Chiesa cattolica. "

    In fondo è sempre stato il loro punto di vista: l'esistenza di un'alternativa alla loro visione del mondo viola il loro diritto a vivere in quel mondo.

    Se ci pensi è perfetto...

    Ciao

    Paolo

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