lunedì 21 gennaio 2013

Né rivoluzione, né civile

Dico la verità: Rivoluzione Civile è una gran delusione, almeno per ora. Ma ho poche speranze anche per il futuro. 
Dunque, volevo leggere il programma che hanno depositato insieme al simbolo. Non ho, però, trovato traccia di esso nel sito web ufficiale (si parla tanto di trasparenza e meno male che questi devono rivoluzionare la politica e sono vicini ai cittadini). Per leggerne una copia – spero non apocrifa – son finito su un blog di notizie della città di Santena. Il documento che lì è pubblicato e che richiama molto da vicino il manifesto “Io ci sto” non è un programma, ma qualcosa che fa apparire come un programma dettagliato anche il non-programma del Partito Democratico. Una serie di vogliamo questo, vogliamo quello che quando è declinato sulla critica dell’esistente (“vogliamo eliminare l’Imu sulla prima casa”, “va cambiato l’attuale modello di sviluppo”, “vogliamo abrogare la controriforma pensionistica della Fornero”) non spiega cosa si vuole in alternativa; e quando è declinato sulla proposta (“vogliamo valorizzare il patrimonio culturale”, “vogliamo introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati”) non spiega come attuarla, né con quali soldi. 
Infine, l’ultimo punto, quello che riguarda la questione morale e la classe politica. “Vogliamo introdurre per legge il limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali”: e forse è per questo che Rivoluzione civile candida Antonio Di Pietro per il suo quarto mandato da deputato e Oliviero Diliberto per la sua quinta volta. “Vogliamo una nuova stagione di democrazia e partecipazione”: e forse è per questo che i due di cui sopra, uno molisano e l’altro sardo, saranno in lista in Lazio ed Emilia Romagna.

6 commenti:

  1. Mi chiedo a cosa serva il movimento dei magistrati narcisi se non a loro stessi.

    Per l'indignato un tanto al chilo c'era già Grillo.

    Naturalmente sappiamo già che gli elettori duri e puri di questo movimento ostile principalmente al PD, in seconda istanza a Monti e solo in ultima al pernicioso B, non ammetteranno mai la loro responsabilità grave in caso di un Senato ingovernabile.

    Diranno che è colpa di Bersani, come il riscaldamento globale e l'AIDS.

    Che noia, e che schifo.

    Saluti

    T.

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  2. Questione morale da gente che pur di farsi pubblicità (e adesso si capisce meglio perché) non ha esitato ad accusare di cose infami il Presidente della Repubblica, con il battage continuo (e - ora si capisce - pubblicitario) sulla telefonata con Mancino? Francamente sarebbe aspettarsi un po' troppo... Franco74

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  3. A me è parsa fin dall'inizio una bufala para grillina, volta a raccattare i voti dei sinistrissimi purissimi, quelli che strillano all'inciucio e alla casta a ogni battito di ciglia, sorvolando allegramente sul fatto che i già citati Di Pietro e Diliberto non sono esattamente dei novizi. Sulla guerra al PD, non c'è bisogno di conferme, mi sembra: gli attacchi a Bersasi sono ormai arrivati al parossismo.
    Per di più non mi riesce di comprendere - sono un'anima semplice - com'è che Ingroia abbia potuto mollare l'incarico in Guatemala in un nanosecondo. Era una missione di infima importanza? Perchè accettarla allora? Se invece si trattava di un lavoro di grande responsabilità, perchè piantar tutto nell'arco di pochi giorni? E per fare che cosa, visto che di programmi concreti non c'è traccia se non qualche vago accenno sul "blog della città di Santena" [?!?]
    Mah, domande, sempre domande.

    Bea

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  4. "Indignato un tanto al chilo" sarà lei che sobbolle a fuoco lento al bar fra un bianchino e il maxischermo.

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  5. Ottimo post. Altro che societa' civile...quelli di Cambiare si puo' sono rimasti delusi, Marco Revelli eLuciano Gallino hanno preso le distanze...Ha detto bene Ricolfi a Piazza Pulita: il movimento di Ingroia serve a riciclare una serie di politici che altrimenti non sarebbero riusciti a tornare in Parlamento

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  6. @Anonimo

    Divertente, ma poco azzeccato.

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