Come si sa, prevedere un terremoto è impossibile.
Tuttavia, ecco cosa accadde una sera d’inverno nel ridente Stato di Taglia.
Era successo che nella provincia di Zucca c’erano state delle scosse sismiche nei giorni precedenti. Niente di preoccupante, però un solerte funzionario della protezione civile si ricordò di quanto era avvenuto anni prima da un’altra parte dello Stato di Taglia, in una situazione per certi aspetti simile. Memore di quell’esperienza – e delle relative inchieste giudiziarie e polemiche per mancato allarme – pensò “meglio aver paura che buscarne” e inviò un fax agli enti locali in cui spiegava che “resta confermata l’ipotesi che potrebbero avvenire altre scosse”. Ipotesi. Potrebbero. Non diceva – né avrebbe potuto – quando e di quale intensità e nemmeno il grado probabilità che ciò accadesse, però intanto lui era a posto.
Gli enti lcali zucchesi che ricevettero il fax si allarmarono: sapevano che il rischio era quello che era e la segnalazione assolutamente generica, ma con i terremoti non si scherza: e se poi il sisma...? “Meglio aver paura che buscarne”, pensarono sindaci e assessori, memori di quanto avvenuto anni prima in un’altra parte di Taglia e delle relative inchieste giudiziarie per disastro colposo. E così misero in atto le procedure conseguenti: vigili urbani in giro con il megafono ad avvertire – molta gente era già a letto – di abbandonare le case non antisismiche e messe male per dormire fuori, allestimenti di punti di raccolta e così via. Furono in tanti a chiedersi se la propria abitazione fosse in sicurezza oppure no e, nel dubbio, uscirono in strada decidendo di dormire in auto: “Meglio aver paura che buscarne”, pensarono.
Anche quelli che rimasero nelle loro case e nei loro letti prepararono sul tavolo il giubbotto e una borsa con qualche effetto personale: “Meglio aver paura che buscarne”, pensarono costoro. Si addormentarono, ma ogni tanto capitava di aprire gli occhi, dare un’occhiata alla sveglia e mormorare “beh, sono le 2 e ancora non è successo niente”, “mah, sono le 3 e ancora...”, “suvvia, sono le 4...”
E niente, ora sono le 8 di mattina, ho sonno e devo andare a lavorare, ma (pur rimanendo nel mio letto) sono stato (sono) pure io del parere che fosse (sia) meglio aver paura che buscarne. Nella consapevolezza che potrebbero avvenire altre scosse fra un minuto, fra un’ora, fra un giorno, fra una settimana, fra un mese, fra un anno... O forse mai, i terremoti sono così imprevedibili.
Taglia... Zucca... Fantastico!
RispondiEliminaHo letto solo stamane dell'allarme. Una presa per il culo.
Dire che non si può prevedere un terremoto, e dire di stare tranquilli che non ci sarà nessun terremoto, sono due cose completamente diverse. Non sapendo usare correttamente comunicare, quelli della protezione civile dello stato di Taglia memori di quanto accaduto la volta precedente, si sono parati il culo come giustamente ricordavi e hai sintetizzato nel titolo. Osservo però che ai megadirettori piace riscuotere le "palanche", solo che poi non vogliono assumersi le responsabilità derivanti dal loro incarico quando si dimostra che sono incompetenti a cominciare da come comunicano.
rmx
Non ho capito il senso del post .
RispondiEliminaChiaramente non è "meglio aver paura che buscarne" .
Ormazad
Un disegnino?
EliminaSi grazie , sai non tutti siamo al tuo livello .
EliminaGentilmente mi spieghi anche perché l'allarme era limitato a una sola notte ??
Ormazad
Ormazad,
Eliminail motivo per cui c'è stato l'allarme appare sempre più chiaro ora dopo ora e va nella direzione che ho scritto nel post: un eccesso di scrupolo da parte di comuni e province, misto probabilmente a un po' di umana paura per le proprie sorti (possibili conseguenze giudiziarie per mancato allarme, disastro colposo e così via) e a un pizzico anche di ignoranza in materia scientifica.
detto ciò, personalmente ho preferito aver dormito poco e male per una notte, pur nella consapevolezza che la scienza non può prevedere i terremoti, ma sapendo che gli enti locali si erano organizzati come se dovesse accadere qualcosa.
(non mi sfugge in ogni caso la controindicazione di questa esperienza. ossia, che se un domani ci fosse un allerta VERO la gente potrebbe sottovalutarlo)
ho preferito aver dormito poco e male per una notte, pur nella consapevolezza che la scienza non può prevedere i terremoti, ma sapendo che gli enti locali si erano organizzati come se dovesse accadere qualcosa.
EliminaProbabilmente avrei fatto altrettanto.
rmx
Il problema è "per una notte"
EliminaOrmazad
Come ha detto un caro amico che vive lassù:"Almeno han parlato di noi ed ora la nostra valle la conoscono tutti....."
RispondiEliminaAl lupo al lupo
RispondiEliminaStile brillante del post (dovrei anzi dire consueto stile brillante), ma non c'è che dire: avrei fatto lo stesso anch'io. Meglio non dormire affatto per una notte che il riposo eterno :-)
RispondiEliminaGrande Frank!
Eliminarmx