mercoledì 19 febbraio 2014

Caro Nardella, mi spieghi cosa volete farne del PD?

Caro Dario Nardella,
ho letto l'intervista che hai rilasciato al buon Aldo Cazzullo. Alcune cose condivisibili (lo strapotere degli alti burocrati), altre meno (dire che l'establishment italiano è contro il governo Renzi... suvvia, siamo seri). E un passaggio che vorrei tanto tu approfondissi, perché non l'ho proprio capito. Questo:
"ci sono nuove forme di partecipazione che non possono essere racchiuse nella forma tradizionale del partito dello scorso secolo. Prendiamo esempio da movimenti emergenti come i 5 Stelle. I tempi sono maturi per chiamarci solo Democratici senza la parola partito".
Ecco, mi spieghi cosa vuoi dire?
Quali sarebbero queste forme nuove?
L'uomo solo al comando che una mattina si sveglia con la luna storta, decide una cosa e tutti gli vanno dietro, come accade o accadeva dalle parti di Berlusconi, Di Pietro e Pannella? Il comitato elettorale tipo Stati Uniti? Il catch-all-party che abbandona ogni ideologia e pensa solamente a conquistare consensi così descritto da Otto Kirchheimer già nel 1966? Il movimento (visto che hai citato i 5 Stelle) in cui uno decide e se qualcun altro sgarra, anche semplicemente andando in televisione senza il permesso, è fuori? O cos'altro ancora?
Ecco, io sono mesi che nutro questa forte perplessità su Renzi e il suo entourage. Non dubito che l'ormai ex sindaco di Firenze sarà il miglior presidente del Consiglio dell'era repubblicana d'Italia, però vorrei capire se - nella prospettiva sua e dei suoi fedelissimi - è previsto pure che un cretino come me possa associarsi liberamente ad altri cretini come me, accomunati dal fatto che su tante questioni la pensano in maniera tutto sommato abbastanza simile, per concorrere, con metodo democratico, a determinare la politica nazionale. Se non ti piace la parola partito e questa possibilità di libera associazione la vuoi chiamare "movimento", "formazione sociale", "club", "gruppo", "Firenze caput mundi" a me interessa poco, m'interessa la sostanza. Cosa è che vuoi cambiare? Che un non iscritto conti quanto un iscritto? E' già nei fatti, con le primarie aperte. Che ci siano luoghi virtuali in cui discutere e, magari, decidere? Ma è dai tempi di Franco Passuello responsabile organizzazione dei Democratici di Sinistra che se ne parla. 
Caro Dario Nardella,
chi scrive questo blog certi dubbi su Renzi li ha espressi in tempi non sospetti. Ogni settimana che passa aumentano e, ripeto, niente hanno a che vedere con le capacità di governo del tuo capocorrente. Riguardano il partito o, visto che la parola "partito" non ti piace, i Democratici. E allora: cosa volete farne dei Democratici? Ce lo spiegate una buona volta, sì o no?

1 commento:

  1. Cosa distingue il movimento 5... il popolo della..? Riifiutano di essere definiti partito però poi siedono in parlamento e sono attori della vita politica. Non basta certo non definirsi partito per non venire schifati dagli elettori, quello che che conta è ciò che si fa. Il partito è un recipiente che assume le forme più disparate, e che poi va riempito. Purtroppo da questo punto di vista le cose son dolenti.

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