giovedì 20 febbraio 2014

La conferenza di Jalta in diretta tivù

Oggi, 4 febbraio 1945, è una data che verrà ricordata nella storia. Al Palazzo di Livadija, Jalta, si svolgeranno le consultazioni fra i tre Grandi della Terra. Ricordiamo che l'incontro - per trasparenza, perché noi Paesi democratici non siamo come le dittature nazifasciste, e tutto quel che facciamo lo facciamo alla luce del sole e non nelle segrete stanze - potrà essere seguito da ogni cittadino del mondo libero grazie alla nuova tecnologia televisiva, che rimanderà in diretta le immagini e l'audio dell'incontro in tutti i cinematografi inglesi e statunitensi.
Ma ecco che le consultazioni stanno per avviarsi.

Franklin: "Winston, Iosif..."
Iosif: "Mi chiamo Stalin!"
Franklin: "Scusa. Dicevo: avremmo preferito che a questo tavolo ci fosse stato pure De Gaulle, ma del resto non voleva che il suo Stato venisse chiamato semplicemente Francia Unita e sapete come sono i francesi... Comunque, vi racconto cosa vogliamo fare noi americani e vi dico fin da subito che, per quel che ci riguarda, noi non vi chiediamo alcun accordo vecchio stile"
Iosif: "Sai, abbiamo uno che si chiama Chamberlain, in Gran Bretagna, che aveva detto che si poteva contare sulla parola data da Hitler..."
Winston: "Ehi, tu... senti chi parla... tu che anni fa ci hai fatto pure un accordo con Hitler!"
Iosif: "Io sono venuto qua per dimostrarti qualcosa in maniera educata, emotiva, appassionante ed è la prima volta che mi succede di dare la fiducia a gente come voi, che rappresenta il capitalismo, la borghesia, il sistema produttivo che noi vogliamo eliminare".
Franklin: "Senti, Stalin... dobbiamo vincere la guerra, intanto, siamo a buon punto, ma ancora non è vinta!"
Stalin: "Gli scioperi, il boicottaggio, il parlamentarismo, la manifestazione, la dimostrazione: tutte queste forme di lotta sono buone come mezzi che preparano e organizzano il proletariato..."
Franklin: "Siamo qui per parlare del futuro dell'Europa..."
Stalin (alzando il tono di voce): "...ma nessuno di questi mezzi è atto a distruggere l'ineguaglianza esistente..."
Franklin (alzando il tono di voce): "Stavamo pensando di fare una cosa che si chiama Nazioni Unite e poi vorremmo decidere cosa fare con il Giappone..."
Stalin: "E' necessario che il proletariato insorga e conduca un attacco decisivo contro la borghesia, per distruggere dalle fondamenta il capitalismo..."
Franklin (sottovoce, rivolgendosi a Churchill) "Ehi, Win... ma perché si comporta così?"
Winston (risponde piano) "Sta cercando di compattare e motivare i comunisti esuli all'estero e i comunisti nostri connazionali, che ci stanno seguendo nei cinematografi"
Stalin: "Indicatemi un Paese dove il governo non appoggi i capitalisti, i grandi proprietari fondiari. Un Paese simile non c'è e non c'è mai stato al mondo. Solo da noi, nel Paese dei Soviet, esiste un governo che difende a spada tratta gli operai e i contadini, che difende tutti i lavoratori delle città e della campagna contro tutti i ricconi e gli sfruttatori".
Frank (sottovoce): "Senti, Win... ma secondo te ne ha ancora per molto?"
Stalin: "Nel regime socialista, che per il momento esiste solo in URSS, la proprietà sociale dei mezzi di produzione costituisce la base dei rapporti di produzione. Qui non esistono più né sfruttatori, né sfruttati".
Winston (risponde a Roosevelt): "Sai cosa? Mi sa che questa idea della diretta televisiva non è stata poi così eccezionale. In futuro dovremo riconsiderare di fare le cose un po' più in privato, soprattutto quando ci son di mezzo faccende e trattative un po' delicate...".
Stalin: "Non è il censo, ma sono le capacità personali di ogni cittadino che determinano la sua posizione nella società!"
Winston (mormora) "Ho disdetto un incontro importante con il generale Montgomery, per venire qua..."
Franklin: "Questo non è il congresso del PCUS. Io mi sono rotto... ciao, eh, ci si vede alla prossima".
Winston: "Esci da questo gulag, Stalin! Bah, con Jalta ho chiuso, vado via".
Stalin (uscendo dalla porta e rivolgendosi alla stampa in attesa fuori dalla stanza): "Questi due hanno scoperto una cosa che non pensavano esistesse, un modo diverso di vivere i rapporti sociali e istituzionali, il sovietismo!"

Nei cinematografi inglesi e americani, intanto, il pubblico si divide: c'è chi dice che Stalin gliele ha cantate chiare, chi sostiene che invece ha perso un'occasione; i repubblicani americani, per vocazione anti-rooseveltiani, dicono che il Presidente è stato umiliato, mentre i conservatori inglesi danno alle stampe manifesti con la battuta "esci da questo gulag". Altri, tornando a casa dopo la visione al cinematografo, non capiscono il senso dell'incontro svoltosi nella cittadina della Crimea terminato con un nulla di fatto. La stragrande maggioranza del popolo americano e degli inglesi, però, non ha assistito alla diretta: alcuni per mancanza di interesse verso questioni che non capiscono - e che magari riguardano gli europei continentali, vai a capire te perché bisogna spendere un sacco di soldi per salvare i francesi o i greci dal nazismo -, tanti perché troppo coinvolti nelle (o dalle) operazioni di guerra. Arriverà loro soltanto una vaga eco di quei dieci minuti di follia, là da Jalta dove si doveva parlare del futuro dell'Europa e non si è concluso niente.

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